{"id":236,"date":"2023-11-30T13:28:18","date_gmt":"2023-11-30T13:28:18","guid":{"rendered":"https:\/\/lnx.ilcaffeletterario.org\/alc\/?p=236"},"modified":"2023-11-30T13:28:18","modified_gmt":"2023-11-30T13:28:18","slug":"viterbo-e-le-sue-tradizioni-il-pesce-di-santandrea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.ilcaffeletterario.org\/alc\/2023\/11\/30\/viterbo-e-le-sue-tradizioni-il-pesce-di-santandrea\/","title":{"rendered":"Viterbo e le sue tradizioni: il pesce di Sant\u2019Andrea"},"content":{"rendered":"<p>Viterbo non dimentica le sue tradizioni.<br \/>\n Finalmente \u00e8 arrivato il giorno tanto atteso dai bambini viterbesi: la festa di Sant&#8217; Andrea. <\/p>\n<p>Nel mese di novembre, nella Citt\u00e0 dei Papi, le vetrine di pasticcerie e sui banchi dei supermercati, si vedono pesci di cioccolato avvolti in scintillante carta stagnola di vari colori: \u00e8 il tradizionale pesce di Sant\u2019Andrea.<\/p>\n<p>Il 30 novembre di ogni anno, infatti, in occasione della ricorrenza di Sant\u2019Andrea, \u00e8 usanza diffusa nella citt\u00e0 dell\u2019Alto Lazio, regalare dei pesci di cioccolato, contenenti una sorpresa, ai bambini, ai familiari o alla persona della quale si \u00e8 innamorati.<\/p>\n<p>L&#8217; antica tradizione, nata a Pianoscarano, si rinnova oggi, 30 novembre,  alle ore 17, alla chiesa di Sant&#8217;Andrea, che \u00e8 appunto dedicata al Santo pescatore, nel cuore del popolare quartiere di Pianoscarano.<br \/>\nIl pesce \u00e8 uno dei simboli del Cristianesimo fin dagli albori. Fu il pescatore Andrea, fratello di Simone che poi divenne Pietro, a scoprire per primo Ges\u00f9 e a farlo conoscere a Pietro.<br \/>\n Entrambi furono seguaci di Ges\u00f9 ed entrambi furono crocifissi: San Pietro a testa in gi\u00f9; Sant\u2019Andrea su una croce a forma di X, che fu poi definita appunto \u201ccroce di Sant\u2019Andrea\u201d.<\/p>\n<p>Secondo la tradizione, a Viterbo era l\u2019apostolo pescatore a portare ai bambini il pesce di Sant\u2019Andrea, nella notte tra il 29 e il 30 novembre. I piccoli ancora mettono un piatto con del cibo per il Santo sul davanzale della finestra e al mattino vi trovavano il pesce e altri piccoli doni. Un tempo, il parroco di Pianoscarano era solito collocare i pesci di cioccolato nell\u2019acquasantiera nella notte di Sant\u2019Andrea.<\/p>\n<p>A Viterbo, nel  Medioevo ogni corporazione delle arti aveva un proprio santo patrono, che per la corporazione degli Ortolani era sant\u2019Andrea, la cui chiesa in Pianoscarano era vicina a un gran numero di orti favoriti da una condotta d\u2019acqua destinata a irrigarli.<\/p>\n<p>Sappiamo anche che gli ortolani viterbesi vendevano i loro prodotti  nella piazza del mercato che anticamente era quella che oggi chiamiamo piazza del Ges\u00f9, dal nome della chiesa che sorge in fonfo alla piazza. All\u2019interno di questa chiesa si pu\u00f2 vedere un grande affresco del 16esimo secolo che rappresenta nella parte centrale il \u201cnoli me tangere\u201d e ai lati le figure di due santi: san Silvestro, al quale \u00e8 dedicata la chiesa, e sant\u2019Andrea.  Quest\u2019ultimo, probabilmente fatto dipingere dagli Ortolani, \u00e8 rappresentato con la croce decussata, emblema dello strumento del suo martirio, e un pesce che pende dalla sua mano. Un particolare questo che potrebbe aver dato l\u2019idea di come modellare gli odierni pesci di cioccolato, tanto la forma \u00e8 simile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viterbo non dimentica le sue tradizioni. Finalmente \u00e8 arrivato il giorno tanto atteso dai bambini viterbesi: la festa di Sant&#8217; Andrea. 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